MIAO SI GIRA

Visitate la nuova mostra di Fermo Immagine il Museo del Manifesto Cinematografico di Milano.

Le città degli animali

Milano e Roma a Misura di pet.

Un prato per gli animali

Il blog per ricordare i nostri Urban pet.

Urban Garden

Il sito per vivere verde in città.

domenica 17 gennaio 2010

Wigs4Kids: tagliarsi i capelli per beneficenza e donare le trecce

Tagliereste i vostri capelli per fare una buona azione? Prima di rispondere guardate il video e come la protagonista taglia via la sua lunga treccia. Arrivate fino in fondo al video e vedrete che il suo nuovo look non è niente male. Intanto, vi spiega che lo ha per un’associazione benefica che si chiama Wigs4Kids e che raccoglie trecce per farne parrucche da donare ai bambini che hanno perso i loro capelli perché malati di cancro, alopecia o altre patologie.

Adesso la faccenda assume un altro significato, non è vero? Per partecipare dovete regalare una treccia di capelli naturali non trattati, sani e ben puliti. La lunghezza minima dev’essere di circa 25 cm. e i capelli vanno legati in una coda o in una treccia. Poi, spediti. Tutte le istruzioni sono presenti sul sito ma anche nel video che vi proponiamo. Rispondete adesso alla prima domanda: lo fareste?

mercoledì 13 gennaio 2010

rapine e parrucche...rapina fallita

Lecce, fallita rapina alla banca di credito Terra d'OtrantoLecce (Salento) – Rapina fallita quella di questa mattina presso la Banca di Credito Cooperativo di Terra Otranto in viale Leopardi.

Due malviventi, travisati con parrucche, sono entrati in banca intorno alle nove e un quarto e armati di taglierino hanno minacciato i dipendenti in quel momento allo sportello. Uno di loro è poi saltato dietro al bancone per poter prelevare dirittamente i soldi, ma gli è andata male. Infatti, all'interno del borsone sono finite due mazzette antirapina, successivamente esplose e "sporcate" di inchiostro rosso le banconote.

Da qui la decisione di scappare per ormai mancanza di tempo. Probabilmente la sfortuna non ha deciso di abbandonare i due ladri neppure in questo. Pare, infatti, che lo scooter (tra l'altro risultato rubato a Brindisi) con il quale si erano recati in banca per mettere a segno la rapina, non si sia messo in moto. Inevitabile la corsa a piedi.

Sul posto dopo l'allarme sono intervenuti gli agenti della questura di Lecce, che continuano nell'indagine per cercare di dare un volto ai due malviventi.

venerdì 8 gennaio 2010

Trucco e Parrucco ...salto lo staff a Mediaset

di Antonio Sciotto
TELEVISIONE L'azienda del Cavaliere lancia la protesta: «No alle esternalizzazioni»
È il primo sciopero Mediaset
Lo stop forse domenica. Il primo a saltare è il settore trucco
I dipendenti Mediaset si preparano al primo sciopero nazionale della loro storia: la notizia ufficiale dovrebbe arrivare già questa mattina, con un comunicato di Cgil, Cisl e Uil. La data più probabile, domenica prossima: il Tg5 potrebbe non andare in onda, come sono a rischio la Domenica 5 di Barbara D'Urso e le trasmissioni Premium legate al calcio. La scintilla che ha fatto scoppiare la protesta è un fax mandato alla vigilia dell'Epifania ai sindacati: si annuncia l'esternalizzazione del settore «Sartoria, Trucco e Acconciatura» (detto più comunemente «Trucco e Parrucco»), 56 dipendenti tra Milano e Roma. Un colpo improvviso precipitato tra gli interessati, anzi tra le interessate visto che sono quasi tutte donne: la cessione a un'altra società viene vista un po' come l'anticamera del licenziamento, o comunque come la minaccia di un futuro incerto. «Così diventiamo tutte precarie - ci spiega una delle truccatrici romane, che vuole restare anonima - Siamo tutte donne sopra i 40 anni, perlopiù separate o sole con figli: una di noi questa mattina si è messa a piangere, appena ha saputo».
La preoccupazione, però, così come tra truccatori, parrucchieri e sarti, si è diffusa in tutta l'azienda. Un po' tutto il modello Mediaset è cambiato negli ultimi anni, e il timore dei dipendenti - tecnici, cameramen, produzione - è che questa esternalizzazione sia solo l'inizio. Trucco e acconciatura saranno ceduti alla «Pragma service srl», perché, ha spiegato l'azienda, «detti servizi non rappresentano una attività caratteristica del processo produttivo televisivo»: «Ma a questo punto - si chiede Roberto Crescentini, delegato Fistel Cisl - cosa sarà più definibile come "servizio caratteristico"? Potrà capitare lo stesso alla produzione, al montaggio, ai cameramen». E segnali che non si punti più sugli interni, ma che si preferisca affidarsi a service appaltati o a semplici precari sottocosto, arrivano ormai da tempo.
La sottoutilizzazione e marginalizzazione del personale Mediaset era già stato oggetto di un primo sciopero, fatto qualche mese fa, ma dal solo personale Videotime (riprese, tecnici sartorie, produzione): adesso, lo stop che si deciderà per i prossimi giorni, coinvolgerà invece anche Rti (redazione programmi) ed Elettronica industriale (il personale che si occupa della diffusione del segnale). In tutto, se comprendiamo anche gli addetti della Mediashopping (televendite), 3796 dipendenti.
I parrucchieri raccontano di come gli interni vengano utilizzati sempre meno, mentre per le grosse star si arrivano a impiegare «esperti di immagine» a 700 euro al giorno, oppure - all'altro estremo - giovani impiegati presso Srl o cooperative che guadagnano 6 euro l'ora. Così avviene per le troupes televisive: all'ultimo evento della Fao, la cui sede è a 200 metri dal Centro Palatino del Tg5, non è andata neppure una troupe interna, ma sono stati spediti operatori in appalto. Lavoratori che si riescono a pagare, tutto compreso, anche 50-60 euro per 8-10 ore di lavoro. Un bel risparmio.
D'altra parte, gli sprechi, raccontano i sindacati, ci sono eccome: gli appalti, in molti casi, costano di più degli interni. O affittare studi come Cinecittà, dove oltre alle scrivanie si deve pagare anche una voce per gli apparecchi telefonici, e persino le chiamate Roma su Roma non sono urbane, ma vengono spesso conteggiate come quelle fatte dagli alberghi.
Non basta: essere esternalizzati, vuol dire perdere il contratto integrativo Mediaset, dunque diritti e benefit. Addio al premio di risultato, ai fondi Unisalute (assicurazione sanitaria) e Mediafond (pensione integrativa), ma anche al diritto di passare allo straordinario dopo 7 ore e non dopo 10, come prevede il contratto nazionale, al godimento di orari migliori. «Dopo vent'anni in Mediaset, è come dire che ci stanno licenziando - spiega una delle lavoratrici - E poi questa Srl che ci assume, che garanzie ci dà? Ci fornirà i materiali per lavorare, e di che qualità? Ci pagherà i pasti?».
E dire che il presidente Fedele Confalonieri, alla vigilia delle feste di Natale, era venuto a Roma per un brindisi con i dipendenti, un saluto di fine anno. Aveva assicurato che nessuno rischia il posto, in un'azienda sana come Mediaset, nonostante la crisi. E il vicepresidente Piersilvio Berlusconi di recente ha annunciato l'acquisto di due tv in Spagna, sottolineando che il gruppo è più che in salute. «Ma a noi non fanno vedere neppure il piano industriale», protesta la Cisl, «quando li incontriamo dicono che tutto va bene, ma dei progetti non si sa nulla».
I giornalisti per il momento non scioperano, ma seguono con attenzione le vicende che coinvolgono tutti gli altri dipendenti Mediaset: anche perché il 22 dicembre scorso è stata ufficializzata la decisione di accorpare tutti i redattori del Tg4 e di Studio Aperto, oltre ai corrispondenti (anche del Tg5), in un'unica maxi-agenzia, di cui non si conoscono bene i contorni. Pure in questo settore le proteste non mancheranno.

mercoledì 6 gennaio 2010

The Wolfman è in arrivo..parrucche e trucco da lupo






La classica storia del Licantropo riprende vita in questo film che ha subito diversi rinvii. Benicio del Toro è nei panni di Lawrence Talbot, un nobiluomo dal passato tormentato.
La data del 12 febbraio dovrebbe essere definitiva. The Wolfman, diretto da Joe Johnston per la Universal Studios, ci porterà una nuova interpretazione della classica storia di licantropi. La trama, ispirata a un precedente film dallo stesso nome, girato nel 1941 da George Waggner, ci accompagna sulle tracce di Lawrence Talbot, un nobile che ritorna al nativo villaggio di Blackmoore in occasione della scomparsa del fratello. Ripreso contatto con un padre (interpetato da Anthony Hopkins) che non vedeva più da tempo, Talbot cerca di scoprire il mistero riguardante la scomparsa del fratello ma si troverà alle prese con altre complicazioni.



Innanzitutto si innamorerà di Gwen Conliffe, la fidanzata del fratello, interpretata dall'attrice Emily Blunt. E poi scoprirà un'orribile leggenda che si collega al suo tormentato passato. Benicio del Toro, che interpreta Talbot, deve vedersela anche con il detective Aberline (Hugo Weaving), che indaga su "qualcosa" che sta uccidendo gli abitanti del villaggio. La maledizione con cui i nostri protagonisti sono alle prese è spietata perché "anche un uomo puro di cuore" non può resisterle.



Se la storia è abbastanza già vista e prevedibile, dovrebbe essere interessante la trasformazione del protagonista in lupo mannaro. Se ne è occupato Rick Baker, sei volte vincitore dell'Oscar, esperto di effetti speciali e autore del trucco del licantropo in Un Lupo Mannaro Americano a Londra: uno specialista che a sua volta riconosce il debito verso il grande Jack Pierce, che prima di lui fu un mitico artista del make-up, creatore di tanti famosi Frankenstein, Licantropi e Mummie. Sia Pierce che Baker dopo di lui senz'altro avranno suscitato le ire di molti attori per via del trucco che necessita molto tempo ed è difficile da applicare e fastidioso, ma queste pignolerie hanno contribuito a creare dei capolavori nella storia del cinema. Dal momento che The Wolfman segue abbastanza fedelmente la tradizionale leggenda del licantropo, è appropriato che Baker se ne sia occupato personalmente.



Baker utilizza per la fronte e il naso del licantropo delle protesi in latex, e applica sul resto del volto una colla su cui vengono fissati dei capelli. Vengono utilizzate anche diverse parrucche e dentiere. Certamente è un perfezionista, Baker: è capace di lavorare per tre ore ad applicare il trucco e un'ora per rimuoverlo dopo che le scene sono state girate.



La trasformazione del licantropo ha posto dei problemi anche a questo maestro degli effetti speciali: innanzitutto perché sarà inevitabile far ricorso alla computer grafica, che lui non ama, e poi perché "con Benicio del Toro, è difficile fare la trasformazione: lui è già l'uomo lupo!"



Quanto alle leggende sulla licantropia, nella trama di questo film ci troviamo di fronte alla trasformazione come maledizione, che può toccare come destino per via della discendenza da una linea di sangue maledetta, o per aver ricevuto il morso di un altro licantropo, o a causa della maledizione di uno zingaro o di uno stregone. La metamorfosi arriva con le fasi lunari, e non è controllabile.

La possibilità di uno stregone che desidera trasformarsi esiste nella leggenda (anche se non è l'oggetto di questo film) e comprenderebbe rituali per invocare le divinità lunari e gli spiriti dei lupi, oltre all'uso di pittoreschi ingredienti tipici del calderone di una strega, come sangue di pipistrello o grasso di bambini.



La metamorfosi avviene con la luna piena, e questa è una credenza già attestata ai tempi degli antichi Greci con il mito di Licaone, empio re dell'arcadia tramutato da Zeus in un lupo, nonché dei Romani con la storia della metamorfosi inclusa nel Satyricon di Petronio. La Chiesa in passato credeva nella possibilità di queste trasformazioni, come testimoniato dagli scritti di Sant'Agostino e San Tommaso d'Aquino, e riteneva che la cura potesse essere la conversione al cristianesimo. Ma anche i Nativi americani comprendevano il lupo tra gli animali in cui i loro sciamani potevano trasformarsi.

E' un fatto reale che la luna piena porti con sé una maggiore incidenza di fatti criminosi, patologie psichiche e anche di aggressioni da parte di animali contro l'uomo.



La credenza che fosse possibile uccidere i licantropi con proiettili d'argento era reale e diffusa in Europa, andando a morire con l'affermarsi della modernità. Altri metodi possibili per eliminare i licantropi erano la distruzione di cuore e cervello, o l'uso di armi dedicate a un particolare santo. La paura dei licantropi avrebbe accelerato la caccia ai lupi e l'estinzione di questo animale in Inghilterra nel XVII secolo. Del resto gli esseri umani accusati di licantropia non se la passavano molto meglio. In tutta l'Europa le loro condanne ed esecuzioni si accompagnarono a quelle delle streghe: e la paura dei licantropi fu ancor più dura a morire della persecuzione contro la stregoneria.



Questa la mitologia cui Benicio del Toro e compagni rimarranno fedeli (a quanto si sa) in questo remake. Quello che farà certamente la differenza è la tecnologia di oggi e gli effetti speciali che una volta non sarebbero stati possibili.

fonte http://www.fantasymagazine.it/notizie/11572/the-wolfman-e-in-arrivo/

lunedì 4 gennaio 2010

Cosa ne dite di Britney in versione bruna?




Dovremmo essere abituati ai repentini cambiamenti di stile e inversioni di tendenze da parte delle celebrità eppure ogni volta che una star opta per un relookage attira la nostra attenzione. E’ la volta di Britney Spears che inagura il nuovo anno con un ritorno alle origini: abbandonato il capello biondo, è la volta dei capelli scuri. Mi chiedo, ma solo a me il parrucchiere sconsiglia di stressare il capello? Solo noi comuni mortali andiamo incontro a disastri irreparabili se cambiamo spesso colore ai nostri capelli? No perchè, con la frequenza con cui cambiano colore le celebrità dovrebbero essersi ridotte con le parrucche…

Cosa ne dite di Britney in versione bruna?

sabato 2 gennaio 2010

parrucche e Grease...ma solo per gioco





Eva Longoria abbandona i panni di Gabrielle, la casalinga disperata di Wisteria Lane per prestarsi ad una bizzarra parodia di un famosissimo brano del film Grease insieme al marito, la star dell’NBA Tony Parker. Il video è spuntato su sito personale di quest’ultimo, e cliccando sulla pagina del video è possibile inserire i propri dati per partecipare ad un concorso per vincere un viaggio a San Antonio, in Texas.


Il gioco è riservato ai soli residenti negli USA, ma per tutti gli altri c’è questa “rievocazione” da non perdere. Da notare le parrucche, soprattutto quella sbarazzina di Tony, e le evoluzioni dei ragazzi sulle gradinate del campo sportivo, proprio in stile John Travolta. L’unica cosa che non accadeva nel film originale era vedere la mascotta della squadra di Tony ruzzolare giù per le gardinate…

PARRUCCHE E RAPINE

Tentata rapina in banca, quattro arresti
Blitz in via Cicerone. Uno dei malviventi era uscito dal carcere una settimana fa per un permesso premio
MILANO - Carabinieri e polizia li hanno bloccati mentre minacciavano il direttore dell'ufficio postale di via Cicerone a Milano per svaligiare il caveau. Luigi Girardi, detto «Occhio di vetro» (per aver perso un occhio nel corso di un conflitto a fuoco avvenuto qualche anno fa), pluripregiudicato di 48 anni, residente a Cesano Maderno, da una settimana uscito dal carcere di Fossombrone per un permesso premio, è finito in manette insieme con i tre complici Adriano Roberto Verdelli, 38 anni, di Barlassina, Sebastiano Giacoppo, 46 anni, residente a Cesano Maderno, e Nunzio Romeo, 48 anni di Bollate. Il gruppo di rapinatori era seguito da diversi giorni sia dagli agenti della Squadra mobile di Milano sia dai carabinieri del Nucleo operativo, coordinati dai pm della Procura di Milano, Sangermano e D'Amico.

IL TENTATO COLPO - I banditi, pedinati dagli investigatori, hanno effettuato un sopralluogo davanti alle Poste intorno alle 5.30, e in seguito intorno alle 7.45, su tre auto diverse, hanno atteso l'arrivo degli impiegati per l'apertura degli uffici. Quando è arrivato il direttore Girardi e Giacoppo si sono diretti verso l'ufficio postale mentre gli altri due complici sono rimasti sulle vetture. Nel momento in cui hanno estratto le armi per costringere il direttore ad aprire il caveau, carabinieri e polizia sono intervenuti in forze disarmando e bloccando il gruppo. Sono state sequestrate due pistole semiautomatiche, una Beretta 98S con matricola abrasa e il colpo in canna e una Sig Sauer P228 calibro 9, uno storditore elettrico, parrucche e maschere di Carnevale.




http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_dicembre_30/tentata-rapina-banca-permesso-premio-occhio-vetro-1602226054612.shtml

Powered by Blogger.

Share

Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites